Paura di volare? No, se c'è il mio amico


Convivere con un animale fa bene, e aiuta a mantenere la calma in caso di emergenza. Personalmente l’ho sempre saputo ma ora la teoria è suffragata da evidenze scientifiche, tanto che i pet sono riconosciuti quali “supporti emozionali” da alcune compagnie aeree.
 
Bello, sì. Ma sembra la vicenda sia cresciuta a dismisura, tanto che alcuni vettori sono dovuti correre ai ripari, imponendo limitazioni agli animali anti-stress. Tanto per renderci conto delle dimensioni del caso, United Airlines dichiara circa 76mila richieste l'anno da parte di passeggeri che non vogliono volare senza il loro terapeuta e “un significativo aumento degli incidenti a bordo che coinvolgono questi animali”. Il rischio è denunciato anche da Delta – alla quale hanno chiesto di imbarcare, come supporto emozionale, anche tacchini, opossum e serpenti – che stigmatizza un aumento dell'84% di questa tipologia di inconvenienti.
Risultato, per imbarcarsi con “lei” o “lui” su United serviranno un congruo preavviso (48 ore), la dichiarazione di uno specialista e un certificato che attesti l’animale sia “addestrato a comportarsi correttamente in un ambiente pubblico”. Ma non è tutto. il vettore stilerà anche una black list di passeggeri. Voli vietati per ricci, furetti, insetti, roditori, serpenti, ragni, rettili e uccelli non domestici (dunque un’oca la potrei portare?).
Insomma, saranno antistress per i proprietari ma a hostess e steward gli animali a bordo fanno rizzare i capelli in testa. Ecco perché la convivenza tra uomo e animali fa bene solo se basata sulla buona educazione. Di entrambi.

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