Parlami, ti sento!



Alcune persone parlano con gli animali. Poche persone però li ascoltano. Questo è il problema.
(AA Milne)

«Volevamo comprendere se il legame sociale tra animali ed esseri umani sia influenzato dal tipo e dal contenuto della loro comunicazione», dichiara la psicologa Katie Slocombe, spiegando l’origine di uno studio volto a verificare se, quando gli umani vezzeggiano i loro cani con paroline e voce dolci, questo sia effettivamente utile nella relazione oppure sia un eccesso di “genitorialità” allargata.
Be’, chi pensa che rivolgere tenerezze al proprio cane soddisfi solo un bisogno dell’umano si ricreda!
I ricercatori dell’Università di York, in Gran Bretagna, hanno infatti dimostrato – evidenza scientifica alla mano e tanto di pubblicazione su Animal Cognition – quello che i proprietari più attenti e sensibili sanno da sempre: parlare con il proprio cane migliora il rapporto ed è fonte di reciproco benessere. La comunicazione verbale rappresenta perciò uno strumento importantissimo nel dialogo tra specie, infine – fatte le debite proporzioni – in modo non poi così dissimile dal parlare con i bambini piccoli.
Come riporta anche nel cuore.org, gli “esperimenti di interazione vocale tra cani adulti e umani hanno evidenziato che il cosiddetto dog-speak migliora l’attenzione e può aiutare gli esseri umani a legarsi di più, e viceversa, ai loro animali domestici”.
E se vale per i cani, vi posso garantire per esperienza professionale, che lo stesso vale per i gatti, i conigli, i furetti e perfino i cavalli, per i quali la voce rappresenta un vero e proprio “aiuto”.
Parlami, umano, ti sento. E mi sento bene con te...

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